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Treno di panna

Se ci penso, non credo di essere mai passato attraverso una successione altrettanto densa di stati d'animo contrastanti: trecce e spirali di ottimismo e depressione. Il mio umore cambiava quattro o cinque volte al giorno, sospinto da episodi marginali o piccoli mutamenti di sfondo che si ripercuotevano e amplificavano nel quasi-vuoto dove crescevano le mie idee. Queste idee, come canne su una falda d'acqua, crescevano parallele e in continua competizione tra loro. Tendevano a sminuirsi o porsi vicendevolmente in ridicolo, senza che una riuscisse a strappare da sola abbastanza spazio e credibilità.

Uccelli da gabbia e da voliera

Mi sembra che in realtà ogni sensazione o voglia o idea venga racchiusa in una specie di gabbia, diversa per forma e dimensione a seconda di quello che contiene.

Macno

Si guardano negli occhi a venti centimetri di distanza; la tensione si condensa e condensa. Poi Macno allunga una mano, la posa sulla vita di Liza e lei gli scivola incontro: trascinata da un risucchio d'onda.
Lui la stringe tra braccia forti, lei perde il senso dei propri contorni. Si baciano, e lei sente solo il fluire di energia, il tepore magnetico che le allunga il respiro e fa circolare febbrili i liquidi di cui è composta. Lui viene avanti, lei va indietro. Lui va indietro, lei lo segue. Ogni ondeggiamento li allontana dalle difficoltà dei gesti e la difficoltà delle espressioni, la difficoltà dei pensieri organizzati; li allontana e allontana dalla ricerca di equilibrio, dalla tensione che serve al più esile dei modi di fare. Liza e Macno si stringono e stringono insieme finché sono così vicini e confusi che nessuno dei due riuscirebbe più a vedersi dal di fuori. Si abbracciano forte per cinque minuti, e niente nella stanza ha più alcun significato.

Due di Due

«magari uno rimpiange di aver perso qualcosa, e l'ha perso solo per trovare di meglio»

mi riempivo di commozione all'idea di come le cose si possono trasformare senza rovinarle.

Ero me stesso, a questo punto; avevo smesso di oscillare alla ricerca di un'immagine o una definizione.

Uto

Vivrei solo negli stadi intermedi, se potessi, senza punti di partenza e di arrivo o scopi da raggiungere; me ne starei immerso in un continuo traballamento provvisorio riparato dal mondo, con pensieri circolanti non focalizzati, in attesa di niente. (O in attesa di tutto: cambiamenti e trasformazioni e aperture di nuovi orizzonti sorprendenti da un secondo all'altro [...] )

Ogni giorno l'anno finisce

Di noi tre

Era un periodo strano, mezzo addormentato e mezzo convulso, attento e distratto e lento e vago; una specie di giuntura tra fasi diverse della mia vita, anche se non avrei saputo definire quale fase avrebbe dovuto concludersi né quale iniziare.

e quelle che avevo ammirato in lei fino alla sera prima come qualità meravigliose mi sembravano adesso difetti intollerabili.

Nel momento

Pensavo alle altre situazioni che in passato mi erano sembrate permanenti e che di colpo invece erano finite, senza nessun passaggio intermedio per preparare o attenuare o dare un senso al vuoto di subito dopo.

«Secondo te è sempre dal dopo che si legge una storia tra due persone?»

recensione di: Nel momento
Bello, appassionante, sconvolgente... ti lascia col fiato sospeso fino all'ottavo capitolo!
Un cammino verso l'amore... che non è routinario o metodico, ma è il momento... in cui tutto si concentra, in cui tutto si esprime...
E quel momento non va perso... deve essere colto e fatto durare...
E' Luca, protagonista del libro, che ci avvicina (e si avvicina) a questo concetto...
Il libro si presenta quasi come un "dialogo interiore", in cui, attraverso gli occhi di Luca, si scopre l'amore...
solo ora, pur essendo già adulto, Luca capisce che ciò che finora ha provato non era amore, ma piuttosto rassicurazione, bisogno di un porto fermo, di una routine... e capisce che ciò che cerca è altro!

Pura vita

Riprova ancora a telefonare. I tasti del cellulare gli sembrano troppo piccoli; gli sembra in generale assurdo che il rapporto tra due persone possa dipendere dai circuiti elettronici chiusi in una scatolina di plastica colorata. Si chiede se c'è un modo di liberarsi dalla dipendenza reciproca, e qual è: se esiste una tecnica terapeutica dolce e progressiva, o è indispensabile attraversare una fase di sofferenza lacerante.

«E' che gli esseri umani non riescono a fare molto, da soli. Regrediscono verso il nulla con una rapidità sorprendente, se non hanno una varietà di influenze e sollecitazioni dai loro simili.»

«Perché gli uomini sono prigionieri di un'ossessione meccanica inarrestabile. Costruire e rompere, mettere insieme e disfare, coltivare e devastare, aprire e chiudere, riempire e svuotare, irrigare e bruciare. Come dei bambini miopi e prepotenti con i loro piccoli secchielli o palette di plastica su una spiaggia.»

«E' una specie di pazzia, quello che succede tra due persone.»
«Lo è.»

recensione di: Pura vita
"E il loro viaggio insieme è già quasi finito, a parte qualche centinaio di chilometri che tra un giorno cominceranno a essere un ricordo destinato a perdersi"...
Sospiro, penso: "meno male!" e guardo in fondo a sinistra con gioia... leggo 326; la pagina seguente è quasi completamente vuota, solo la scritta "Indice".
Sono arrivata alla fine del libro più lento e fermo che De Carlo abbia scritto in tutta la sua carriera!
Che delusione di libro... Mi è sembrato una specie di scusa per raccontare tutta la filosofia spicciola e gli stereotipi di cui lo scrittore era a conoscenza.
Chiacchiere su chiacchiere, di tutto e di niente: l'uomo, la donna, i genitori, i figli, la famiglia, l'amore, il carattere, la sopravvivenza della specie, il passato, il futuro, i progetti...
Quello che ho letto non era nemmeno "Pura vita", come lo scrittore ci vuole far credere, ma puri stereotipi e definizioni che non rispecchiano la realtà, visto che essa, in quanto tale, non può essere incasellata in nessun modo.

recensione di: I veri nomi
"I veri nomi" secondo me è un ritorno a quel modo di scrivere classico di Andrea De Carlo, quello che ha fatto innamorare i suoi lettori della sua scrittura. Non ci sono troppe chiacchiere, ma molta avventura on the road. Ti da modo di sognare, di fuggire un po' dalla vita sedentaria che facciamo, di metterti nei panni di questi due personaggi un po' inconscienti, forse, ma che vivono così a pieno la loro vita. Ti fa scoprire l'America e l'Australia dell'immigrato versione 2000: giovane, con tanti sogni nei cassetti, pronto a tutto pur di sopravvivere, umile, figlio del mondo e non solo dell'Italia.

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