Jack Frusciante è uscito dal gruppo
Enrico Brizzi

e a inizio marzo splendeva già il bel tempo in città, e ogni mattina Dio srotolava un cielo talmente azzurro con certe nuvole d'ovatta candida appese in lontananza che era impossibile non ghignare di felicità e affacciarsi al balconcino o uscire in strada e resistere alla tentazione di gridargli: grazie capo, non lo dimenticheremo!

E tutta la domenica seguente, Alex forte, Alex incazzato, Alex che se ne frega, era rimasto pesto sul letto a leggersi Il Gabbiano, mio Dio, Jonathan Livingstone che gli aveva prestato proprio Aidi.
Alex inutile e triste come la birra senz'alcol.

mi viene in mente che i miei sentimenti - i sentimenti di tutti - sono inutili, andranno persi, lacrime nella pioggia.

Bisogna avere molta cautela, con chi è felice

E allora, perché dovrei sacrificare i momenti di serenità che mi vengono incontro spontaneamente lungo la strada?
Perché dovrei buttarli in un pozzo, se fanno parte anche loro del fine a cui tendere?
[...]La realtà è che mi trovo costretto a sacrificare il me diciassettenne felice di oggi pomeriggio a un eventuale me stesso calvo e sovrappeso, cinquantenne soddisfatto, che apre la porta del garage col comando a distanza e dentro c'ha una bella macchina, una moglie che probabilmente gli fa le corna col commercialista e due figli gemelli con i capelli a caschetto identici in tutto ai bambini nazisti della Kinders.

Bisognava provare e basta, perché il solo vederla gli dava gioia, e sfiorarla, e guardarla sottovoce negli occhi.

E poi parlavano e parlavano. Parlavano di cose che non avevano mai chiesto a nessuno - i pomeriggi sdraiati sul tappeto, o seduti in cortile, a raccontarsi le estati passate e i trasalimenti per i domani di pioggia.

Le voleva bene, a lei, il vecchio Alex, e voleva bene anche alle sue guance, alle sue dita e al modo che aveva di abbracciarlo.

e il fascino di non capire esattamente cosa volessero l'uno dall'altro, perché soltanto dandosi la mano - uh - avevano già tutto.

Sono io disposto a mettermi coscienza e controcoscienza sotto le suole delle scarpe e cercare solo quel che mi fa essere felice, che mi fa star bene, che mi fa ridere, per sentirmi vivo sul serio?

E vedere crescere Aidi e Alex, ogni giorno, ogni mattina di sole, che per il resto della gente non vuol dire niente di particolare

Posso sopravvivere, col pilota automatico, ma vivere è un'altra cosa.

recensione di: Jack Frusciante è uscito dal gruppo
Una storia ribelle e romantica in cui quasi tutti i neo 18enni si ritroveranno.
Un linguaggio moderno, nuovo, atipico che affascina il lettore e lo coinvolge ancora di più in questa storia d’amore delicata e complessa come questa età.
E oltre alla storia d’amore si parla di scuola, di fede, di famiglia, di droga e, soprattutto, di gruppo… il tutto visto con gli occhi di un ragazzo di fine anni 90. Un ragazzo capace di forti emozioni e che conosce i veri valori della vita!
“Posso sopravvivere, col pilota automatico, ma vivere è un’altra cosa”.

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